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Voucher per la Doppia Transizione 2026: fino a 8.000 € a fondo perduto per le imprese delle Marche (e non solo)

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  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Digitalizzazione e sostenibilità non sono più due strade parallele: sono la stessa strada. Per accompagnare le imprese in questo doppio salto, la Camera di Commercio delle Marche ha attivato il Voucher per la Doppia Transizione 2026, un contributo a fondo perduto fino a 8.000 € per progetti di innovazione digitale e sostenibilità. La misura fa parte di un’iniziativa promossa a livello nazionale da Unioncamere nell’ambito del Piano Nazionale Transizione 5.0, e la Camera marchigiana vi ha aderito con un bando territoriale da 1,5 milioni di euro (Determinazione n. 60 del Segretario Generale del 7 luglio 2026).

Se stai pensando di digitalizzare un processo, misurare il tuo impatto ESG o efficientare i consumi energetici, questo bando può coprire gran parte del conto. Vediamo nel dettaglio chi può accedere, cosa si può finanziare, quali sono le scadenze da segnare subito in agenda e come muoversi da qui a settembre.

A chi si rivolge

Possono presentare domanda le Micro, Piccole e Medie Imprese con sede legale o unità locale nel territorio della Regione Marche, di qualsiasi settore economico. Tra i principali requisiti richiesti dal bando:

essere iscritte e attive al Registro delle Imprese;

essere in regola con il pagamento del diritto annuale;

non essere in liquidazione volontaria né soggette a procedure concorsuali liquidatorie;

essere in regola con gli obblighi contributivi INPS, INAIL e Cassa Edile (DURC);

aver assolto l’obbligo di polizza assicurativa contro gli eventi catastrofali;

non avere contratti di fornitura in corso con la Camera di Commercio delle Marche;

non avere amministratori con condanne che escludono dalla contrattazione con la PA.

È ammessa una sola domanda per impresa: in caso di domande multiple, conta solo la prima in ordine cronologico. Restano escluse le imprese che fanno capo alla stessa "impresa unica" di un’altra già candidata, e chi ha già ottenuto il Voucher Digitale Impresa 5.0 (Delibera di Giunta n. 70 del 16 giugno 2025).

Quanto finanzia

Il contributo varia in base alla dimensione dell’impresa:

Micro e Piccole Imprese: 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 8.000 €;

Medie Imprese: 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 6.000 €.

L’investimento minimo ammissibile (sole spese ammissibili) è di 3.000 €. Chi possiede il rating di legalità, indipendentemente dal numero di "stellette", ottiene una premialità aggiuntiva di 200 € in fase di istruttoria. I voucher sono soggetti a ritenuta d’acconto del 4% dove applicabile. La dotazione complessiva è di 1,5 milioni di euro, e la Camera di Commercio si riserva la facoltà di incrementarla, chiudere lo sportello in anticipo in caso di esaurimento fondi o riaprirlo se le risorse non si esauriscono.

Il regime "de minimis": cosa significa in pratica

Il voucher è concesso in regime di aiuti "de minimis" (Reg. UE 2023/2831 e regolamenti collegati). In pratica, il contributo ottenuto (fino a 8.000 €, più l’eventuale premialità) va a sommarsi agli altri aiuti pubblici ricevuti dall’impresa negli ultimi tre anni come "impresa unica" (cioè considerando anche le società collegate), il cui tetto complessivo è di 300.000 €. Con importi di questa entità è quasi impossibile avvicinarsi al limite, quindi nella pratica non è un ostacolo: basta verificare in fase di domanda gli altri aiuti in de minimis già ricevuti (altri voucher, crediti d’imposta in de minimis, contributi camerali), consultando se necessario il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.

Il contributo è inoltre cumulabile, sugli stessi costi, con altre agevolazioni pubbliche nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa UE, e senza limiti con le misure fiscali generali che non costituiscono aiuti di Stato.

Cosa puoi finanziare: le quattro aree di intervento

Tecnologie. Intelligenza artificiale, cloud/fog/quantum computing, cybersecurity, manifattura additiva e stampa 3D, robotica collaborativa, IoT e sensoristica, big data e analytics, blockchain, realtà aumentata e virtuale, ERP, CRM, MES, PLM, oltre a soluzioni per l’efficientamento energetico, il monitoraggio dei consumi, la riduzione delle emissioni e i sistemi per il rating ESG.

Consulenza specialistica. Digital assessment e piani di sviluppo digitale, Innovation Manager, audit e diagnosi energetiche, progettazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), Energy Manager, sistemi di gestione ISO (innovazione, cybersecurity, energia), percorsi ESG (KPI, mappatura stakeholder, bilancio di sostenibilità), analisi del ciclo di vita (LCA) e carbon footprint.

Certificazioni. Verifiche di parte terza per sistemi di gestione dell’innovazione, dell’energia e dell’economia circolare, comprese le verifiche ESG (assurance) da parte di revisori o organismi terzi indipendenti.

Formazione. Percorsi per titolare, legali rappresentanti e collaboratori su competenze digitali, green ed ESG, oltre a percorsi di qualificazione per figure come Innovation Manager o Energy Manager stabilmente inserite in azienda.

Un vincolo utile da conoscere: per i servizi di consulenza e formazione l’impresa deve rivolgersi a fornitori qualificati (Competence Center, EDIH, incubatori certificati, start-up e PMI innovative, enti di ricerca, Innovation Manager ed Energy Manager certificati, enti di formazione accreditati) oppure a professionisti con almeno tre referenze analoghe negli ultimi tre anni, da autocertificare con l’apposito Modello C. Ogni fornitore può essere coinvolto al massimo in 10 domande.

Le spese che restano fuori

Non tutto rientra nel contributo. Sono escluse, tra le altre:

le spese di viaggio, vitto e alloggio dei consulenti;

i siti web aziendali;

l’acquisto di tecnologie informatiche di base come PC, smartphone, tablet, stampanti non 3D;

i servizi di web advertising, SEO e SEM;

le consulenze ordinarie fiscali, contabili o legali;

i canoni e le licenze software già in possesso dell’impresa;

le spese sostenute prima della domanda o dopo la chiusura del progetto;

i pagamenti in contanti o tramite compensazioni.

Conoscerle in anticipo è essenziale per costruire un progetto davvero ammissibile.

Le finestre di attuazione: tutte le date da segnare subito

Questo bando funziona "a sportello", cioè in ordine cronologico di arrivo delle domande fino a esaurimento fondi: arrivare pronti fa la differenza. Ecco la sequenza completa:

Dall’8 luglio 2026, ore 10:00: la piattaforma RESTART è già aperta per il pre-caricamento della documentazione (senza possibilità di invio). È il momento giusto per iniziare a preparare le carte.

Dal 30 settembre 2026 (ore 10:00) al 7 ottobre 2026 (ore 12:00): finestra ufficiale per l’invio telematico della domanda su restart.infocamere.it, con firma digitale.

Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda: la Camera di Commercio conclude l’istruttoria e adotta il provvedimento di concessione (o comunica eventuali motivi ostativi, lasciando 10 giorni per presentare controdeduzioni).

Dalla data della domanda: possono decorrere le spese ammissibili, che devono essere documentate da fatture intestate all’impresa beneficiaria.

Entro 9 mesi dalla pubblicazione del provvedimento di concessione: termine ultimo per inviare, sempre via RESTART, la rendicontazione finale (Modello R, output di progetto, fatture e documenti di spesa).

Dopo la verifica della rendicontazione: il contributo viene liquidato in un’unica soluzione.

Per almeno 5 anni dall’erogazione, l’impresa deve conservare tutta la documentazione di spesa.

Attenzione alle cause di esclusione automatica: domanda incompleta o priva del Modello A/B, invio fuori piattaforma o fuori dai termini indicati fanno decadere la richiesta senza preavviso.

Come si presenta la domanda

La domanda si invia esclusivamente in via telematica sulla piattaforma RESTART di InfoCamere (restart.infocamere.it), selezionando il bando con codice PD26. L’accesso richiede identità digitale SPID di secondo livello "persona fisica", CNS con PIN dispositivo oppure CIE; è possibile anche l’invio tramite intermediario abilitato.

Alla pratica telematica vanno allegati, firmati digitalmente:

Modello A – Domanda di ammissione;

Modello B – Scheda progettuale, con descrizione del progetto, dettaglio delle spese per categoria (tecnologia, consulenza, certificazione, formazione) e dati di tutti i fornitori coinvolti;

Modello C (eventuale) – Autocertificazione del fornitore di consulenza/formazione, non necessaria se il fornitore rientra tra i soggetti già accreditati;

Modello D (eventuale) – Dichiarazione di esenzione DURC, se l’impresa non è iscritta a INPS/INAIL;

dichiarazione sul casellario giudiziale e i carichi pendenti dei legali rappresentanti;

copia della polizza contro gli eventi catastrofali;

l’eventuale attestazione del rating di legalità;

i preventivi di spesa per ogni voce dichiarata nel Modello B, intestati all’impresa e redatti in euro;

il report di self-assessment "Selfi 4.0", compilato nei tre mesi precedenti la domanda (da ripetere in fase di rendicontazione).

È obbligatorio indicare un unico indirizzo PEC, che sarà il canale ufficiale per tutte le comunicazioni successive.

Perché conviene muoversi da ora

Il bando premia chi arriva pronto: essendo una procedura a sportello, a parità di ammissibilità conta l’ordine cronologico di invio. Usare le prossime settimane, prima ancora dell’apertura del 30 settembre, per completare il digital assessment, individuare i fornitori giusti e preparare la documentazione può fare la differenza tra rientrare o meno nella dotazione disponibile. Il vantaggio, del resto, è concreto su più fronti: si riduce il costo dell’investimento, si accelera il percorso di digitalizzazione e sostenibilità, e si rafforzano efficienza, sicurezza e competitività dell’impresa.

Non sei nelle Marche? Verifica comunque

Se la tua impresa ha sede in un’altra provincia o regione, non dare per scontato di essere tagliato fuori: l’iniziativa "doppia transizione" è promossa a livello nazionale da Unioncamere, e diverse Camere di Commercio hanno attivato o stanno attivando bandi territoriali analoghi, con requisiti, importi e finestre temporali propri. Prima di rinunciare, conviene verificare se esista una misura dedicata alla tua area.

Come possiamo aiutarti

Il momento giusto per prepararsi è ora, non a fine settembre. Possiamo aiutarti a verificare l’ammissibilità della tua impresa (capienza de minimis inclusa), completare l’assessment Selfi 4.0, costruire una Scheda progettuale solida con i fornitori corretti ed evitare le spese escluse, fino ad accompagnarti nella rendicontazione finale.

Vuoi sapere se puoi accedere al Voucher Doppia Transizione 2026, nelle Marche o nella tua regione?

Contattaci per un'analisi preliminare:


📞+39 376 210 8166

 


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